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100timesaurors
063. Estate 
13th-Feb-2007 11:23 pm
02
Titolo: Ricominciare
Prompt: 063. Estate
Rating: PG
Genere: Drammatico, Triste
Parte: 1/4
Capitolo: Prologo - Un’estate di solitudine
Parole: 1.329


- Prologo -
Un’estate di solitudine
(063. Estate)


Sono passati quasi due mesi da quella maledetta notte eppure il dolore non sembra voler cessare.
Due mesi lunghi e interminabili, scanditi da un tempo che sembra non voler trascorrere.
Un tempo crudele e spietato che si impregna di ricordi vividi e soffocanti di una notte di inizio estate.
Due mesi lontani gli uni dagli altri. Due mesi di lunghe riflessioni e silenzi.
Ed ora che siamo nuovamente qui, in questa enorme casa, forse il luogo meno adatto dove ritornare dopo i recenti avvenimenti, sembra che questi silenzi non vogliano cessare.
Perchè qui a Grimmauld Palace l'unica presenza in grado di rompere questo pesante silenzio è la pioggia.
Questa pioggia che cade ininterrottamente da quasi una settimana.
Il cielo perennemente grigio e malinconico piange.
Lacrime che lui non riesce a versare.
Lacrime che io verso ogni notte.
Mi rigiro nel letto e fisso fuori dalla finestra, sta albeggiando e io come al solito non ho chiuso occhio. Ginny invece è profondamente addormentata, straordinariamente serena, cosa che a me non capita più ormai da molto tempo.
Mi alzo e silenziosamente recupero la leggera maglietta e il paio di jeans che sono rimasti poggiati sulla sedia vicino al letto, dove la sera prima li avevo abbandonati. Per poi rifugiarmi in un'enorme felpa blu...
Una sua felpa...
Me la stringo addosso e non posso fare a meno d'essere investita dai ricordi.
Me l'ha prestata quasi un anno fa.
Eravamo sempre qui in questa casa. Era una bellissima sera e ce ne stavamo tranquillamente a chiacchierare sul terrazzo. Come al solito Ron e Harry stavano parlando di Quidditch, mentre io poco partecipe alla conversazione me ne rimanevo in disparte ad osservare il cielo stellato.
Il tiepido venticello del tramonto era stato presto sostituito da una brezza pungente e io stretta nella mia leggera maglietta rabbrividivo impercettibilmente.
E' successo tutto in pochi istanti ho sentito Harry chiedermi se avevo freddo e volevo rientrare, subito gli ho risposto che non ce n'era bisogno e che volevo stare ancora li a godermi quel bellissimo spettacolo. Ed è così che mi sono ritrovata coperta da un'enorme felpa, avvolta nel suo calore ed inebriata dal suo profumo. Credo che il mio cuore abbia perso un battito mentre abbassavo lo sguardo e incontravo il suo viso sorridente "Così non rischierai di ammalarti" mi ha sussurrato prima di riprendere a dibattere con Ron.
Siamo rimasti li ancora a lungo, ma il mio sguardo non era più catturato solamente dall'immenso astro celeste, ma anche da un viso familiare poco distante dal mio. Gli lanciavo veloci occhiate di sfuggita, per paura d'essere scoperta. Ma di cosa avevo paura poi? Quante volte l'avevo guardato in volto? Quante volte mi ero soffermata a riflettere su quanto fosse bello? Ma quella sera era tutto diverso. Immersa nel suo enorme maglione non potevo non ripensare a quel bellissimo sorriso che mi aveva regalato. e non potevo evitarmi di arrossire.
A fine serata, siamo rientrati e davanti alla porta della mia stanza ci siamo augurati la buona notte. Stavano già dirigendosi verso la loro quando mi sono ricordata di non avergli restituito la maglia.
"Harry? La felpa" gli ho detto facendolo così fermare mentre Ron era già entrato nella loro camera. Lui si è girato e tornando sui suoi passi mi si è riavvicinato nuovamente. Non me ne sono quasi resa conto troppo intenta a slacciare la lunga cerniera per riuscire a sfilarmi la maglia, ma quando le sue mani hanno raggiunto le mie ho sussultato per la sorpresa.
Di scatto ho sollevato lo sguardo incontrando i suoi limpidi occhi verdi.
"Tienila" mi ha detto mentre mi risistemava osservandomi attentamente "E' un po' grande...ma ti sta bene" e poi si è abbassato posandomi un bacio sulla fronte "Buonanotte Herm" per poi andare a raggiungere Ron.
Mi riscuoto dal torpore di quei dolci ricordi e subito vengo invasa da un senso di gelo. Da quanto non lo vedo sorridere?
Scaccio quel pensiero e mi incammino verso la porta.
Esco dalla stanza e scendo le scale, diretta verso la cucina. Ma non riesco a fare a meno di fermarmi a fissare la porta della sua stanza. La stessa stanza che fino a due mesi fa era di Sirius. Sfioro delicatamente lo scuro legno, per poi ritrarmi quasi ne fossi rimasta scottata. Mi allontano subito e con passo sostenuto raggiungo la mia meta.
Mi soffermo sulla soglia e osservo la signora Weasley intenta a preparare la colazione per tutti.
Il riecheggiare di piatti e stoviglie che si scontrano è l'unico suono che irrompe nell'aria.
Passano pochi istanti prima che si accorga della mia presenza.
"Hermione cara...cosa fai già sveglia?" mi chiede premurosa come sempre.
"Nulla signora...è che...ultimamente non riesco a dormire molto" dico entrando definitivamente nella stanza e distogliendo lo sguardo da quello azzurro e limpido della donna "Posso darle una mano?" chiedo dirigendomi spedita verso la credenza.
"Oh, si certo cara" mi risponde, forse intuendo che non ho nessuna voglia di parlare della mia insonnia, perchè in fondo non ci sarebbe nulla da dire "Che ne dici di preparare il tavolo mentre io mi occupo delle uova?"
"Certo"
Non passa molto tempo che la cucina si anima, ad uno ad uno gli occupanti della grande casa si destano e fanno il loro ingresso, chi assonnato, chi completamente sveglio, chi in ritardo, chi calmo e tranquillo.
Ma come ogni mattina qualcuno manca all'appello.
"Buongiorno Ginny" dico alla rossa appena entrata versandole del latte nell'enorme tazza che usa abitualmente, mentre lei si accomoda accanto a Fred e George, già intenti a complottare a bassa voce tra loro.
"Buongiorno Hermione" risponde educatamente la piccola di casa Weasley "Come sempre ti sei svegliata prestissimo" commenta prima di tuffare un biscotto nel latte.
"Già...lo sai che sono mattiniera" rispondo un po' in difficoltà, ma fortunatamente in quel momento la voce squillante di mamma Weasley mi viene in aiuto.
"Hermione tesoro, andresti a chiamare quel pigro di mio figlio e..." ma non fa in tempo a finire la frase che una voce assonnata proveniente dalla porta le risponde.
"Quel pigro di tuo figlio si è già svegliato" Ron infatti sta facendo il suo ingresso, con un'aria decisamente sconvolta, la maglia in disordine e i capelli tutti arruffati. Ha un aspetto decisamente buffo.
"Ci ha già pensato qualcuno a svegliarmi con molta delicatezza" aggiunge lanciando un'occhiata alla sorella e sedendosi a tavola.
"Bene" esclama soddisfatta Molly "Ora manca solo Harry... Hermione cara... vorresti?..."
"Si...certo signora" dico per poi dirigermi verso la stanza di Harry.
Salgo le scale e mi ritrovo di nuovo davanti a quella porta. Busso, ma non ricevo nessuna risposta.
"Harry sei sveglio?" provo nuovamente.
Nessuna risposta. Indecisa poggio la mano sulla maniglia d'ottone.
"Harry sono Hermione..." dico ancora mentre avanzo un po' nella stanza attraverso il piccolo spiraglio che ho aperto.
Lo vedo, è davanti alla finestra, sta guardando fuori, ma non accenna ne a muoversi ne a darmi una qualche risposta.
"Scusa, non volevo disturbarti, ma la signora Weasley mi ha mandata a chiamarti...la colazione è pronta" sussurro.
"Non ho fame Herm, di agli altri che non scendo" non s'è nemmeno girato per dirmelo.
"Ok...certo...ci vediamo dopo allora..." dico prima di uscire e richiudere la porta.
"Non scende nemmeno questa mattina vero?" mi chiede una voce dalle scale. Mi giro e incontro lo sguardo del nostro ex professore di Difesa contro le Arti Oscure.
"No...ecco...deve finire di fare i bagagli" non so nemmeno io perchè invento continuamente queste scuse, forse per convincere anche me stessa che ci sono delle ragioni così sciocche per l'assenza di Harry dalle nostre vite.
"Hermione, sei veramente la strega più brillante della tua età, te l'ho già detto" sospira "Ma sei una pessima mentitrice" mi sorride prima di voltarsi per scendere al piano inferiore "Tranquilla avviso io Molly, non serve che tu scenda."
"Grazie" dico abbassando lo sguardo "Forse è meglio che anch'io vada a finire di chiudere il mio baule" e detto questo sparisco velocemente dalla parte opposta.
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